Revolver, di Andrea Malabaila: un romanzo dentro un romanzo

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Appena ho concluso la lettura di Revolver di Andrea Malabaila, l’ho prestato a una mia amica. Lei infatti è decisamente più rock di me (che ascolto i Guns N’ Roses mentre taglio le zucchine, non sono certa di saper nominare tutti i componenti dei Beatles e sono convinta che i metallari sarebbero amici di Bach se fossero nati in un’altra epoca) e ho pensato che avrebbe potuto apprezzare un romanzo in cui il mondo della musica fosse tanto centrale.

“Sai quale è la prima regola del rock?” urla Scott.
“La prima regola è che in tutti i grandi gruppi muore il bassista,” replica Damon. “E’ arrivato il momento in cui ti devi sacrificare.”

La mia amica, a dirla tutta, è il tipo di fan che si piazza sotto gli alberghi dei musicisti ed è in poll position quando si tratta di partecipare a eventi per pochi fan, scelti e appassionati. Le ho detto: “Tieni, in questo libro ci sono dei fan un po’ schizzati, c’è un musicista famoso ancora più schizzato che vive in un mondo schizzatissimo. Certo, tutto ciò in realtà scaturisce dalla mente di uno scrittore che è il protagonista del romanzo. Uhm. Forse è lui quello più schizzato?”

La mia amica, a essere ancor più precisa, è più giovincella di me. E infatti io sono convinta che Revolver di Andrea Malabaila sia perfetto per chi ama la musica, per chi è il tipo di fan che si piazzerebbe sotto gli alberghi dei musicisti (o l’ha fatto ma non lo vuole ammettere), e per “gente giovane”, dentro e/o fuori.  Perché è scritto in modo semplice e scorrevole, c’è una storia d’amore – che non guasta -, v’è il mondo apparentemente patinato dei vip musicali, e c’è il rock.

Io – quella dei Guns N’ Roses con le zucchine, vi ricordo – l’ho apprezzato per motivi diversi. Non sbagliati, semplicemente diversi.

M’è piaciuto in particolare che sia un romanzo dentro un romanzo. Il protagonista del romanzo di Andrea Malabaiala si chiama Andrea Malabaiala ed è, ma guarda un po’!, uno scrittore. E’ al quarto romanzo – “volevo fosse il più grande romanzo rock di tutti i tempi” – ed è perseguitato da dieci anni dal suo personaggio, Damon Kidd – “cantante e leader della più grande band rock degli ultimi anni, i Revolver”.

L’incipit mette già le carte in tavola (potete leggerlo qui) e inizia col botto, tra ironia, idiosincrasie e manie di scrittore. Il botto iniziale poi un po’ si perde nell’avanzare del romanzo, in un intreccio interessante (romanzo dentro il romanzo, uno scrittore che va a Parigi per salvare Damon Kidd, il suo personaggio) ma che avrebbe potuto essere più complesso. Infine, però, la lettura è decisamente piacevole e scorrevole. E attendo si sapere che ne pensa la mia amica… 😉

Rimane una domanda: gli scrittori sono perseguitati dai propri personaggi?

Secondo Forster i personaggi, a un certo punto, “prendono il sopravvento”, Nabokov e Franzen dichiarano di essere allergici a questa sorta di mito (J.Franzen, Più lontano ancora, Einaudi, 2012) e Andrea Malabaila… beh, lui invece c’ha scritto su un romanzo!

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Andrea Malabaila
Revolver
BookSalad
2013
120 pagine
(disponibile anche in ebook)

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Pagine strappate da Revolver di Andrea Malabaila

[copia di questo romanzo mi è stata inviata gratuitamente dalla casa editrice]

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5 pensieri su “Revolver, di Andrea Malabaila: un romanzo dentro un romanzo

  1. No, dai, i nomi dei Beatles van saputi. Revolver poi è il titolo di un loro album, viene mica da lì?
    … coff, dicevo.
    Mi basta lo stralcio per dire che è mio. E poi mi piace l’idea di un personaggio stalker. Finisce nella lista dei regali che voglio farmi se scopro di aver passato l’esame di oggi.

Dimmene quattro! (o quante ne vuoi)

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