Pagine strappate da: Revolver, di Andrea Malabaila

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Si gira nel letto e nel torpore del risveglio e mette a fuoco un dettaglio alla volta – chi è, dov’è, cosa ci fa lì, le lenzuola stropicciate, la sera prima. […]

Sono dubbioso: come incipit è il più grosso azzardo della mia carriera. Novanta manoscritti su cento che mi capita di leggere iniziano con il protagonista che si sveglia nel suo letto, si alza, e va a farsi un caffè. Di solito il protagonista ha avuto un incubo e il risveglio non è dei più dolci. Spesso la sua ragazza lo ha lasciato da poco. Molte volte si è appena laureato e non sa cosa fare della sua vita. Oppure si accorge che è arrivato a trent’anni, è una donna e vorrebbe un figlio ma non ha nemmeno un fidanzato. Però, qualcunque sia la sua storia, si alza e il premio pensiero – Dio solo ne sa il motivo – è il caffè.
Io mi chiamo Andrea Malabaila, ma questo forse lo sapete già. Nel senso che se avete aperto questo libro probabilmente avrete visto che sulla copertina c’è il mio nome e in quarta di copertina la mia faccia bella sorridente – sorrido sempre, quando comprate uno dei miei libri.

[da Revolver, di Andrea Malabaila]

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