Non riletture (Il grande Gatsby)

Se leggo qui e lì e ululì e ululà, un sacco di gente sta leggendo Il grande Gatsby. Leggendo, rileggendo, scoprendo, rivalutando, svalutando. Eccetera, con tutte le variazioni personali, che per quanto riguarda questo romanzo sembrano infinite.

Ecco, a me le riletture piacciono un sacco. Sono una sostenitrice delle riletture. In genere. Ne faccio spesso e m’è capitato di pensarci, ultimamente, tra i vari “vedrò il film, forse sì, forse no, ma Luhrmann non mi piace, Di Caprio sì, e chissà, e magari quello con Robert Redford, vedremo, se trovo una sera” eccetera. Per l’uso e costume comune che, quando esce il film tratto da un romanzo, tutti vogliono tenere il romanzo stretto tra le dita.

Io però non l’ho nemmeno estratta dalla libreria, la mia copia de Il grande Gatsby. Non la estraggo da almeno dieci anni, da che l’ho letto e m’è piaciuto. Un sacco, ricordo. E a dire il vero non ricordo tanto di più. La trama, più o meno, a grandi linee. Anzi, a piccole linee… decisamente non visualizzabili con chiarezza. Non saprei riassumerla granché.

Non so, con certe riletture scopri opinioni differenti rispetto ad anni prima. Amori che nascono da precedente insofferenza e stupore per un vecchio gradimento, pure, a volte, quasi imbarazzo.

Di Il grande Gatsby ricordo solo questo: una sensazione vagamente inquieta e soffice.

Quando penso al romanzo, mi immagino seduta su un divanetto elegante vestita con un abito da cocktail (che mai ho capito, precisamente, cosa sia un abito da cocktail. Un tempo pensavo fosse un abito rosa, tipo la salsa), con in mano quei bicchieri massicci riempiti con… non so, uno scotch. Quelle cose lì. Quei liquori che, a casa mia, si bevono dopo i cenoni e nei bicchierini piccoli, mentre negli USA si bevono prima di cena nei bicchieri da bibita.

Ho la sensazione che se rileggessi Il grande Gatsby perderei quest’immagine, quest’impressione.

Il tintinnare dei bicchieri, la sensazione della testa leggera e al contempo pesante, come quando bevi qualcosa di troppo forte, una vaga nausea dolciastra, un soffuso brusio di sottofondo.

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23 pensieri su “Non riletture (Il grande Gatsby)

  1. Mea culpa!
    Ho letto il grande Gatsby trascinata dal Fitzgerald di Woody Allen.
    E mi è piaciuto.

    Ma ancora di più mi è piaciuto dopo aver visto il film di Luhrmann.

    Se posso, io credo che anche rileggendolo, la sensazione sarà la stessa. Ma capisco il tuo non voler rischiare. 🙂

    • ma nessuna colpa! 😀 Anzi, che male c’è? Tra l’infinità di libri belli da scoprire, ogni occasione è quella giusta 🙂

      (io, come dicevo su fb, ho proprio allergia a Luhrmann! Vedremo!)

  2. Siamo in vena di confessioni…
    Io non l’ho mai letto, e non lo leggerò almeno finché dura questa moda… facciamo tra una decina d’anni, dai 😀

  3. Io ho scoperto Il grande Gatsby 6-7 anni fa…nemmeno io lo ricordo benissimo, dovrei/vorrei rileggerlo…solo che adesso non mi va, non so, forse perché tutto questo Gatsby ovunque mi disturba (in realtà mi disturba la nuova copertina trash di Mondandori) 😛
    Comunque se io penso agli abiti da cocktail mi viene sempre in mente Barbie che aveva un abito per tutto, sopratutto per i cocktail !

    • La.copertina.trash. ORROREORRORE A quel punto ci stava sul serio… una barbie!
      Imbarazzante. Di meritevole ha solo il prezzo rimasto abbordabile.
      A me piacerebbe avere la traduzione di Tommaso Pincio, quello sì. Se lo rileggessi sarebbe per una nuova traduzione.

  4. Io ancora non l’avevo letto e l’ho fatto proprio in occasione dell’uscita del film, divertendomi poi a rintracciare sotto testi e simboli, piacevolissimo!
    Credo che questo sia il lato positivo delle mode( per fortuna c’è anche il lato positivo!), Esce il film e uno è stimolato a leggere ( o rileggere) Fitzgerald, ecc…La prima volta che l’ho fatto è stato dopo aver visto “La storia infinita”, il libro è risultato mooolto più bello e da allora non ho mai smesso con questa abitudine… Tolkien, Matheson, Dick, Dickens e altri li ho conosciuti in questo modo, grazie alla moda del momento! 🙂

    • Io sono appassionata di trasposizioni cinematografiche, quindi ti capisco benissimo 🙂 Maugham, Forster, Ishiguro, tra i molti, li ho scoperti così e come te non ci vedo affatto nulla di male, anzi! (ecco, un po’ tendo al massimo a sentirmi disorientata dalla sovrastimolazione, come ultimamente con Il grande Gatsby e prima Anna Karenina) Soprattutto perché, e sospetto tu sia una della mia stessa scuola, giudico differentemente libro e film: è bello vedere una trasposizione e come-quanto è fedele, ma non si ferma lì il suo valore, anzi! Se devo vedere un film che è paripari trasposizione del libro, allora me lo rileggo e faccio prima! 🙂

  5. Mea culpa, io fino ad ora non l’avevo mai letto. E lo riassume proprio bene quella “sensazione inquieta e soffice” di cui parli, come la luce verde che Jay vede dall’altra parte della baia… E non so se vedrò il film, perché non vorrei che cancellasse quello che si è girato nella mia testa ad ogni pagina del libro. Anche se, ormai, anche il “mio” Gatsby la faccia di Di Caprio ce l’aveva…

    • Quello delle facce mentali è sempre un problema!
      Guarda, io adoro vedere le trasposizioni a prescindere dai miei film mentali e dalla fedeltà al libro, perché non si mescolano le due cose, ciò che ho letto e ciò che vedo sullo schermo 🙂
      (se non vedo questo è solo perché Luhrmann non me gusta)

      ahhh, quella sensazione inquieta e soffice ♥

  6. Non saprei spiegare perché, ma Fitzgerald non mi ha mai attirato moltissimo. Del Grande Gatsby ricordo pochissimo, le nozioni che ho studiato al liceo, e qualche paginetta d’estratto e poco più. Forse quel “Grande” mi allontanava un po’. Ma grande de che? E poi, il battage che ne stanno facendo ora mi convince a girare al largo. Se lo leggerò, lo farò quando sarà passata la buriana. E io, magari, ho fatto scendere di qualche cm la mia colonna (infame) libresca. 🙂

  7. Io l’ho letto due anni fa e, nonostante trovi la storia molto interessante, non mi ha preso molto. Forse il modo in cui era scritto, forse il momento non giusto per me e quella storia. Ammetto però che mi fa piacere questa moda del cinema che copia la grande letteratura. Basta solo che gli spettatori poi leggano il libro e lo apprezzino più del film!

    • forse sì, è da leggere almeno un paio di volte, ma per fortuna qui da me non esistono “da leggere” “da fare” e simili 🙂 ma solo la voglia del momento di leggere una cosa piuttosto che l’altra. E Gatsby mi dice “lasciami in pace”!
      Grazie per il link!

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