Pagine strappate: da La banda del formaggio, Paolo Nori

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Fino a due anni prima prendevo l’autobus, quando pioveva, poi avevo smesso, di prendere l’autobus.
Avevo smesso per via di quella volta, due anni prima, che sopra l’autobus c’era un ragazzo, lì, con un cappellino verde da pescatore anche lui, che come ero salito sull’autobus si era alzato per lasciarmi il posto.
Non avevo mica detto niente.
Cioè qualcosa avevo detto, gli avevo chiesto “Vai a pesca, te?”
“No” mi aveva risposto lui.
“Bravo” gli avevo detto, e l’avevo preso per una spalla l’avevo rimesso a sedere poi mi ero messo su una gamba sola.
E avevo fatto quattro fermate su una gamba sola.
Un male, quando ero sceso,  tutto un informicolamento, non se n’era accorto nessuno, facevo finta di guardare gli orari dell’autobus e intanto muovevo la gamba per sformicolarla e intanto pensavo “Non lo prendo più, l’autobus, non lo prendo più nella mia vita”.
Come se non prendere degli autobus servisse a qualcosa. Siam ben ridicoli, anche noi, delle volte.

 

[Da La banda del formaggio, di Paolo Nori]

 

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