Ecco, pure io con un po’ di mio al Salone del Libro 2013

Come si inizia a parlare del Salone del Libro?

Si inizia. E non si finisce. Ecco com’è. Perché quando si aprono le discussioni, le parole, i libri, la cosa bella è che una-tira-l’altra e c’è sempre qualcosa di più, un collegamento, un pensiero.

Tanti incontri e io stranamente di poche parole. (Ebbene sì). Ho rimuginamenti in corso.

Le cose belle sono state tante

tipo

trovare cose strane e inaspettate in centro a Torino e perdere un sacco di tempo a decifrarne il senso invece che apprezzarne solo la sorpresa

 

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Scoprire come si stampava un tempo e provare meraviglia

 

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Scoprire piccoli errori

 

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Pensare a quante parole stanno nel formato di un quotidiano

 

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Tanta Sardegna. Dove c’è Sardegna c’è formaggio. Questo della Sardegna non è falso.

 

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Esordi e prossime letture – “Il metodo della bomba atomica” di Noemi Cuffia, alias Tazzina-di-caffè. Parla d’amore.

 

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Pubblicità bella, a volte.

 

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Tranquillità nel Sudamerica.

 

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Follie e risate con Marco Cubeddu e Giuseppe Culicchia. E la camicia. La camicia!

 

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Lo stand più bello era minimum fax- Ci sono tornata tre volte. Questo è il giorno in cui ero in arancio (in tinta con lo stand!). Vendevano pure i mobili dell’esposizione!

 

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Voglia di leggere con Paolo Nori.

 

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Scoprire come funziona scrivere in 115 e chiedersi se sono mai stati tutti nella stessa stanza.

 

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E poi altre cose.

Il Museo (ottocentesco) di Anatomia Umana.

Rompere il cellulare la seconda ora a Torino.

Paolo Cognetti.

Gare di scrittura.

Decidere se Filippo Timi assomiglia a Javier Bardem.

Dividere gli acquisti con il mio ragazzo. Leggoprimaiopoitu. Comprare libri: belli. Solo libri belli, anche in senso estetico.

Girare il Salone avendo fatto delle scelte: niente grossi stand claustrofobici, niente code eterne per firme e incontri coi big. Ha funzionato abbastanza, sono soddisfatta.

Incontrare blogger, case editrici, persone e vedersi in faccia. Farsi cogliere in pieno mentre si sta mangiando un hot dog con crauti e salse. Signur.

Interessarsi a incontri dedicati a blogger e social – ne parlerò.

Cenare sempre a mezzanotte e mangiare pure molto bene. Pranzare alle cinque del pomeriggio in un angoletto di Francia a San Salvario.

Farsi intervistare ed essere in pazzesco disagio.

Pensare di girare per gli stand con la mascherina per occhi da notte di marcos y marcos e poi decidere di aver già fatto abbastanza danni.

Scrivere racconti nella propria testa.

Pensare a cosa non è piaciuto, perché gli adoVo senza grigi li lascio all’autrice televisiva personaggio di L’ultimo party di Giovanni Robertini:

– vecchiume e cose vecchie

– sentir dire troppe volte che certi libri non possono essere criticati

– troppe case editrici nuove con brutte copertine e poca attenzione all’aspetto grafico

– i prezzi, salvo eccezioni

– la maleducazione di qualche standista

– l’assenza di dialogo e la verità in tasca

– i panini a 5 euro

Ma a parte questo… tutto sempre un’esperienza.

Grazie a tutte le persone che l’hanno resa speciale ♥

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23 pensieri su “Ecco, pure io con un po’ di mio al Salone del Libro 2013

    • C’erano tante belle cose che raccontarle non si rende giustizia
      🙂

      Lombroso ahimé non sono riuscita… siamo usciti tardissimo e affamatissimi 😦 Però quello di Anatomia era quello che più mi interessava e l’ho visto, quindi è andata bene così ♥

      Davvero un piacere ❤ un abbraccio!

  1. Complimenti per le fotografie!
    Molte cose non sono riuscita a vederle, come quei bellissimi libri-quotidiani… Li vendono in libreria?

  2. Sono proprio contenta di essere riuscita a incontrarti 🙂

    Belle fotografie! Concordo con le cose belle e con la bruttezza dei panini a 5 € (motivo per cui me li sono portati da casa v.v)

  3. Mi sono persa gran parte delle cose che hai immortalato ma per fortuna sono riuscita a “beccare” la fotografa! Ringrazia la tua borsetta personalizzata che mi ha permesso di trovarti praticamente subito! Sei stata una piacevole sorpresa.

    Elisa

  4. I panini a 5€…io ho girato mezza fiera per trovare delle baguette molto gustose a 4,50, meritati perché mi hanno saziata almeno.
    L’assenza di dialogo di alcuni standisti mi ha resa un po’ triste.

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