La sanità, misura di tutte le cose

La misura per la democrazia ha diverse sfumature, così come quella per l’essere di destra o di sinistra.

La mia misura per entrambi ha un punto fondamentale nel concetto e nella gestione di sanità: una vera democrazia è quella in cui l’accesso alle cure e al benessere (fisico, psichico, mentale) è diritto di ogni cittadino. Anzi, di ogni individuo. Una politica di sinistra è una politica che considera che tale diritto sia garantito da una sanità pubblica, piuttosto che privata.

Per questo, oggi, se è vero che guardo il Governo appena formato e sono scontenta perché nel complesso non mi convince, perché nel complesso non vedo “sinistra” che mi rappresenti (ma un cattolico centro destra), ma mi rassegno a vedere quel che sarà senza eccedere nel negativismo, senza star troppo a sbuffare su Alfano e non Alfano, su questo o quello, è altrettanto vero che una precisa scelta del governo Letta mi preoccupa nella sua essenza.

Beatrice Lorenzin, Pdl, è il nuovo ministro della salute. Beatrice Lorenzin non è un medico, né un’economista (da che mi risulta non è laureata), né un’esperta di materia di sanità. E’ vero che essere Ministro è  diverso da essere un tecnico (e, come nel caso di De Lorenzo per dirne una, di certo essere un Ministro medico non è di alcuna garanzia)  e ha un significato politico, ma appunto, politicamente Beatrice Lorenzin rappresenta tre cose: una concezione della sanità di destra, tendente al privato; un approccio pidiellino ai problemi di corruzione e sprechi, e qui stendiamo un velo pietoso; un passato politico di rapporto con la regione Lazio, non esattamente un fiore all’occhiello per quanto riguarda la sanità.

Tre cose che cozzano in maniera decisa con la mia misura di democrazia e sinistra.

Perché se è vero che questo governo di certo non ha in progetto riforme sanitarie, se è vero che la sanità pubblica necessita di tagli degli sprechi (ma il Governo del Pdl non ci ha forse mostrato il vero significato dei tagli indifferenziati ai servizi?), che i ticket sanitari vanno rivisti soprattutto nelle loro esenzioni troppo ampie e a volte ingiustificate, è altrettanto vero che nella situazione in cui siamo ora la salute dei cittadini è messa in pericolo dalla crisi, perché la gente non si fa visitare, perché la gente non ha soldi, perché se un cassaintegrato è esentato dalle spese dei ticket, grazie al cielo, un giovane che guadagna una miseria no. Una famiglia soffocata dalle spese no. E allora che fa? Rimanda, non si fa visitare, ignora, posticipa i problemi. E’ di questo periodo la notizia che Emergency ha iniziato a intervenire sul suolo italiano.

Una società in cui ci sono impedimenti al diritto alla salute dei suoi cittadini non è democratica. Un premier di sinistra che fa la scelta, negli scambi e negli accordi, di cedere agli altri la sanità e di affidare un ministero tanto importante – sempre e comunque, ma soprattutto in un momento di grave crisi e indigenza – a una destra pidiellina e a una persona in tal senso ignorante e senza qualifiche ed esperienza mostra in modo evidente che la sua misura di democrazia e di sinistra è decisamente differente dalla mia.

Articolo 32 della Costituzione Italiana – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

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4 pensieri su “La sanità, misura di tutte le cose

  1. Ho sentito l’intervento di Gino Strada a “Che tempo che fa” a proposito del nuovo progetto di assistenza che avvieranno in Italia. Anche Stefano Rodotà ne ha parlato ieri sera. La sanità per tutti e di tutti è una preziosissima componente del nostro Paese, ma è un privilegio che forse troppo spesso ci si dimentica di avere, si dà per scontato. Così come tanti altri servizi incentivati da quello che una volta poteva chiamarsi Welfare State e che oggi sta svanendo sempre più in un ricordo. Non ci rendiamo conto di quello che abbiamo conquistato, di ciò che abbiamo a disposizione. Egoisticamente ognuno pensa sempre di più solo a se stesso e, se aggiungiamo anche chi pensa soltanto a trattenere il 75% delle risorse al Nord come priorità assoluta per dare la fiducia a un governo, siamo veramente messi bene. Questo, a mio parere, è il risultato del disinteresse dei cittadini nei confronti della politica e del suo operato. Un disinteresse che oggi ricade sulle spalle di tutti.

  2. Mi piace molto il tuo intervento, che è particolarmente equilibrato. In effetti il tema che tratti è un puzzle inestricabile. Il principio, sacrosanto, che le cure devono essere il più possibile a disposizione di tutti cozza col fatto che le risorse, in ogni mondo conosciuto, sono scarse. Un Gino Strada esiste, può esistere, solo in un paese ricco, almeno rispetto alla media dl mondo. Ho vissuto negli States, e mi è apparso evidente come piccole regole possono cambiare i nostri atteggiamenti e quindi indurre sprechi o risparmi. Dunque, un problema enorme per il quale solo teste sgombre e cuori onesti possono portare un vero contributo. E, per parlare del nuovo governo, visto che i compromessi sono indispensabili, sono contento che all’istruzione ci sia qualcuno di sinistra

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