Consigliare e sconsigliare ebook gratuiti

Ultimamente ho scaricato alcuni ebook gratuiti. Può essere un modo interessante di conoscere, e far conoscere, nuovi autori.

Non tanti: alcuni racconti vincitori di concorsi; il romanzo di un’autrice pubblicato gratis per protesta verso le case editrici e ampiamente diffuso; il romanzo illustrato di una testata online.

Il mio metro di giudizio verso qualcosa di amatoriale non è diverso rispetto a quando leggo “altro”, ma le mie aspettative sono minori, e vi è la consapevolezza della mancanza di editing ed esperienza, sì.

Ma a parte questo.

Mi ero già immaginata una specie di rubrichetta di commento ai lavori dei vari tizio-caio-sempronio.

Finché non ho letto i primi lavori. Uno m’è piaciuto. L’altro ha elementi a dir poco sconcertanti.

E allora ti poni il quesito: “E ora? Che faccio? Consiglio uno e tolgo lo sconsiglio? Ma questi autori sono interessati a pareri/sapere perché non sono stati pubblicati/eccetera, dato che un motivo, più o meno, sempre c’è? Ma poi mi vengono a rompere su queste pagine? Ma se tolgo lo sconsiglio, è solo perché era aggratis?”

Sì, se tolgo lo sconsiglio è solo per quello. Perché aggratis. Sapete che non ho mai fatto censura di critiche ai romanzi, qui. Ho pure cercato un po’ sul web, per vedere se altri avessero le mie stesse perplessità verso quello scritto. Ma ho trovato solo infinite pagine di commenti positivi e pubblicità che sottolineavano a più riprese un valore fondamentale dello scritto: la gratuità.

Mi sa che l’idea delle rubrichetta avrà vita mooolto breve.

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31 pensieri su “Consigliare e sconsigliare ebook gratuiti

  1. Ecco, tocchi un argomento scottante. In effetti il self publishing è utile per qualche autore, per poter farsi conoscere senza dover per forza accedere ai soliti canali editoriali. Però a volte (e non sempre!), se l’autore è stato scartato da case editrici più o meno importanti un motivo c’è: trama sconnessa, personaggi poco delineati, prosa elementare, errori cronologici e temporali. Insomma, come sempre, non è tutto oro quello che luccica 😉

    • I problemi dell’editoria credo siano tantissimi, soprattutto nel suo approccio agli esordienti…
      Ma anche se fosse meglio, gli scrittori bravi non sono ad ogni angolo o scrivania. E’ una realtà.

  2. no no no
    assolutamente da coltivare
    parlar male ma parlarne
    chi scrive e mette le sue opere a disposizione si merita almeno questo
    Obbligatorio..

    • ho visto blog presi di mira in modo molto aggressivo per semplici critiche a libri di esordienti… :/
      Criticare è decisamente impegnativo, per chi scrive di libri, per molti versi. Ma il punto è: tu che sei tu hai questo parere, ma siamo sicuri che tutti siano così, che vogliano pareri contrastanti quando han già autonomamente deciso che il loro libro è un valore levato dallo scaffale dall’ingiustizia del mondo? 🙂
      Non so, eh. Questo post deriva proprio dal fatto che sono decisamente in dubbio.

      • io scrivo
        so che significa essere ignorati
        so che significa non essere amati e avere recensioni negative.
        La cosa peggiore in assoluto è la prima
        Senza discussioni

      • il mio approccio negli ultimi anni con la scrittura mi dice che MAGARI tutti la pensassero come te.
        Comunque, ci penserò su, tra un boccone di pasta e l’altro 🙂 magari si può fare un tentativo e vedere come vanno le cose. Di critiche a gente che scrive ne ho fatte tante, con educazione ma senza fronzoli, e a un certo punto mi sono detta “mai più! ma chi me lo fa fare?”. E così è stato a lungo. Ma è vero… il bisogno di essere letti e ascoltati è indistinguibile rispetto alla scrittura stessa.

      • aggiungo una piccola cosa: mi contattano con relativa frequenza esordienti o scrittori di selfpublishing. A volte EAP. Scartati a priori gli ultimi, per mia politica, agli altri rispondo che leggo volentieri il libro, ma che posso decidere di mollarlo se non mi piace, di non recensirlo se la recensione sarebbe troppo negativa, ed eventualmente di criticarlo se lo recensisco.
        Finora, si sono TUTTI – tutti! – tirati indietro. A volte anche sgarbatamente.

        Qui il discorso è diverso perché in parte “li ho cercati io”, ma soprattutto sono diffusi online gratuitamente. Ma devo capire se l’approccio è diverso o meno.

      • se la situazione reazioni fosse più idilliaca, concorderei pure io in toto 🙂
        In generale lo faccio, ma con restrizioni. L’idea della “rubrichetta” nasce proprio da quest’idea: un sacco di autori anche bravi mettono online i propri scritti e nel calderone del tutto c’è gente meritevole, interessante. Poi ho letto la storia in questione e ho visto il modo in cui è stata accolta e pubblicizzata (tantissimo): mi sono figurata lì in mezzo, la solita stronzetta dalla voce critica che rompe le uova neel paniere, e la cosa si è fatta più delicata. Dire a qualcuno, che direttamente non te l’ha certo chiesto, che il suo libro che considera meritevole non è a mio parere meritevole di pubblicazione è una faccenda più complessa che leggere James Renner e dire che c’è infodump e digressioni di troppo.
        Internet è un bel calderone e di mettermi addosso gente rompipalle, al limite della denuncia come ho visto spesso e in un paio di casi subito, non ho voglia.
        C’è da ponderare 🙂 E questo post deriva proprio da questo: volevo sentire che ne pensate

        • se lo fai in maniera rispettosa e criticamente costruttiva, non vuol dire massacrare, ma perfezionare.
          Anche la tua posizione è condivisibile, però

      • (La critica di una lettrice non deve essere per forza costruttiva, nel senso che non devo dare soluzioni o kit di salvezza 😉 sta all’autore recepire la critica in modo costruttivo o meno)
        Le mie critiche sono SEMPRE state educate, e sempre rivolte al libro. E anche quelle che ho visto come oggetto di pesanti e aggressive ritorsioni erano educatissime. (Ne ho viste anche di non educate, ma è altra faccenda). Ultimamente ho visto gente tormentata (da autore e massa di amici) per qualche critica a esordienti selfpublishing o giù di lì.
        La questione non è mai così semplice e il rapporto dell’italiano medio alla critica del proprio lavoro non segue regole civili o scritte, ahimé.
        E’ semplice farla nero bianco, ma non lo è 🙂 se scelgo di fare critiche a libri di esordienti e simili, SICURO qualsiasi sia il mio tono mi assumo rischi di rottura di palle.

    • Beh io son d’accordo.
      Nel momento in cui metti on line qualcosa che hai scritto, a meno che tu non abbia messo restrizioni particolari, secondo me chiunque può parlarne, in bene in male.
      Poi secondo me sta tutto nel come si scrive una recensione, ci sono modi e modi di parlare di una cosa.
      Poi boh, io son di “parte” perché vorrei leggere i self-publishing ma non saprei da dove cominciare…quindi una rubrica in questo senso la leggerei molto volentieri 😀

      • già, in teoria è così 😀 Purtroppo è vero anche che a educazione non corrisponde sempre accettazione.Testerò la faccenda, perché personalmente mi interessa molto. pure io vorrei leggere self-publishing, ma come cavolo muoversi?
        Non so nemmeno io da dove cominciare 😄 Ma nel mio piccino qualcosa indicherò!

  3. Capisco la tua scelta e mi sembra sensata, soprattutto per evitare recriminazioni (una buona parte dei cosiddetti esordienti può diventare una specie di toll/stalker, se se ne parla male).
    D’altra parte, come aspirante esordiente che ha pubblicato testi disponibile online e a gratis, mi piacerebbe ricevere critiche da parte dei lettori…altrimenti come faccio a migliorarmi? (ovviamente non tutte le critiche sono uguali, come ci sono autori esordienti particolarmente sensibili, allo stesso tempo ci sono aspiranti critici che criticano per il puro gusto di criticare o per secondi fini, sta alla maturità di un autore distinguere).

      • Sai, sono convinta che alla fine l’autore che viene a recriminare ‘hai parlato male del mio capolavoro, ti odio! e chiamerò tutti i miei amico-lettori a dirti che ti odiano anche loro!’ faccia prima di tutto un danno a se stesso e alla propria immagine.
        E poi, per fortuna, esiste l’anti-spam (a mali estremi estremi rimedi 😉 ).

  4. Uhm.
    Io forse sono un tantinello più drastica di te. Se qualcosa è brutto, perché consigliarlo anche se è gratis? Per me il tempo non è ‘gratis’, dovesse anche trattarsi di quelle venti pagine prima della resa all’inadeguatezza dell’opera.
    Non sono affatto d’accordo con Masticone, mi dispiace. Anch’io scrivo – ZANZAAAAAAN (ehm, vorrebbe essere il suono della rivelazione inquietante. Tipo quello della marmotta che si gira con espressione sconvolta… era un video piuttosto virale fino a qualche tempo fa e… coff, magari la pianto) – dicevo, pure io scrivo, ma non credo che nessuno debba sentirsi in obbligo di leggere o recensire alcunché. Certo, ancora non mi sono ‘esposta’, ma anche quando dovesse accadere, non credo che pretenderei nulla. Credo che nessuno ‘meriti’ niente soltanto perché fa qualcosa che ama.

    • Perché sei più drastica di me? 😀 Io di certo non consiglierei qualcosa solo perché gratis, anche se tanta gente lo fa. Questo libro era consigliato da molti che non l’han letto solo perché gratis, ad esempio 🙂
      Il mio problema è se “sconsigliarlo”. In soldoni, criticarlo… :/

      Ahah, non sono affatto sorpresa. Nel cassetto qualcosa ce l’hanno quasi tutti i lettori. Tu, io, masticone e quasi tutti gli altri che han commentato qua 😛

      • Ah, avevo capito male, sorry xD
        Le mie invidiabili capacità analitiche.
        Uhm. Effettivamente non so neanch’io se arriverei a ‘sconsigliare’…
        (E un giorno ci ritroveremo tutti insieme nella stessa cartella spam di una qualche casa editrice *O*)

  5. Mi fai venire in mente che quando ho messo a disposizione il mio romanzo (tolto dalla circolazione: lo sto editando) gratis, poi ho aperto un tumblog per metterci tutte le critiche, i complimenti, tutto quello che veniva detto ovunque. Anche perché poi i commenti si perdono, non sai mai dove andarli a ripescare. Ecco, la cosa migliore che ho messo su quel tumblog è una lettera di un editore che lo stroncava con un sacco di ragioni, e i commenti di un altro editore che mi diceva per filo e per segno dove dovevo andare a rivedere il romanzo. Più altra roba. Insomma, io direi che chi legge, come dice la Leggivendola, ci mette del tempo e ha pure il diritto di commentare. Al solito con educazione. Magari entrando nel merito della storia e della scrittura. Poi la reazione dipende sempre da chi recepisce la critica. Naturalmente quando le critiche sono oneste e allo scritto, non alla persona.

    • La prima che tocca il “diritto” di commentare 🙂 (la questione di educazione eccetera non è nemmeno da dire; non è mio stile sparare insulti sulla persona o la croce rossa ;)).
      Mi piace tantissimo la cosa che hai fatto nel tuo caso: vorrei che fosse sempre così. Credo che se quelle fossero le basi per tutti saremmo in tante a porci per prime a leggere, dire, consigliare, criticare 🙂

  6. Posso intervenire? 😀
    Allora io sono la curatrice di uno dei due progetti gratuiti di cui stai parlando (il romanzo illustrato, per capirci). Nasco come blogger, e come blogger che non ha mai lesinato in critiche. Quindi mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi del progetto e del romanzo, aldilà che siano critiche positive/negative. Anzi, ho sempre sostenuto che siano quelle negative, se pertinenti e ragionate, a valere di più. Dato che con un “ah, che bello fantastico” non si va da nessuna parte!

    Un caro saluto!

    • Ma certo che puoi commentare 😀 ci mancherebbe!
      Non sapevo fossi una delle collaboratrici al progetto, mi fa piacere saperlo 🙂 e infatti, seguendo diario di pensieri persi, so benissimo che le critiche non mancano dalle tue parti 😛 che poi uno può essere d’accordo o meno su alcuni dettagli, ma offrono sempre spunto di riflessione.
      Sono d’accordissimo, con “ah che bello fantastico” si va poco in là: ho sperimentato la sensazioni di ricevere solo entusiasti commenti su ciò che scrivo, tanto da arrivare a dubitare di ogni mia parola scritta… scrivi, non sai dove sbagli ma SENTI che sicuramente almeno qualcosa da migliorare c’è. E chissà cosa.
      In realtà sei il “tre” dei progetti gratuiti, ossia quello che ho scaricato ma non ancora concluso. Lo sto leggendo, sono circa a metà 🙂 ho un ebook reader b/n e non sono riuscita bene a passarlo in mobi. quindi lo sto leggendo su pc 🙂
      ma sicuramente ne scriverò a riguardo!
      Grazie mille di essere passata, ho apprezzato tantissimo. Un bacio

      • Ma no, che peccato! Cioè, il mobi e l’epub normale lo mettiamo online domani! Mi dispiace che tu l’abbia letto al pc!

        Comunque sisi sono l’ideatrice ahahah Quindi, mi raccomando aspetto il tuo feeback!

        E sono d’accordo con i giudizi positivi. Infatti io sono sempre molto critica con le persone che mi chiedono di leggere qualcosa, soprattutto se sono amici. Perché credo non sia vantaggioso ricevere complimenti quando invece c’è molto da lavorare. Piuttosto non dico nulla, perchè non riesco a esprimere un giudizio positivo quando non lo sento! E ciò mi ha portato a non pochi grattacapi. Perchè tra il dire accetto le critiche e poi non offendersi davvero ce ne passa. E purtroppo.

  7. Sinceramente penso che la critica, in generale, per ogni questione, testi compresi, sia importante e fonte di accrescimento. Tuttavia, a A parer mio, ritengo che per fare una buona critica, e per buona intendo completa, uno debba scrivere di ogni cosa che gli è piaciuta e non gli è piaciuta del libro. Quindi partendo dalla trama, dall’originalità, dai precedenti, fino ad arrivare al livello sintattico e di scrittura. Cosa che secondo me la maggior parte dei critici/recensori ignora, arrivando così a fare una critica incompleta e quindi senza valore. Appoggio il tuo progetto, ma spero tu non voglia solo fare una “rubrichetta”, bensì qualcosa di più approfondito. Questo sarebbe molto bello e utile, al di là del discorso gratuità-non gratuità che io ritengo non così importante.

    • Allora faccio meglio a dirlo subito… non farò mai qualcosa del genere. La mia rubrichetta eventuale sarà sempre e solo una rubrichetta, come qualsiasi altra cosa su questo blog è:
      personale
      imperfetta
      informale
      divagante
      uno sguardo
      poco di più
      Le motivazioni? Varie. Prima di tutto, io non consiglio o sconsiglio libri per far piacere all’autore. Ma per organizzare miei pensieri e condividerli con ALTRI LETTORI, eventualmente interessati a leggere o non leggere. Io come lettrice non sono minimamente interessata né a leggere né a scrivere una pedissequa e analitica recensione degli scritti, che tratta tutti gli aspetti e in maniera oggettiva e iperanalitica. I lettori prendono in mano qualcosa, lo smaneggiano, lo leggono, lo consigliano con libertà, un po’ come gli pare. I critici letterari sono altri, e non sono da queste parti, come più di una volta ho dichiarato: le mie divagazioni sui libri sono fallaci e personali, trattano alcune cose e ne tralasciano altre perché, semplicemente, così mi va.
      Il tipo di lavoro che indichi tu è un servizio che farei all’autore e non ne ho né voglia né capacità né tempo 🙂 Ci sono spazi e figure professionali adeguate a questo tipo di servizio, che, evidentemente, non hanno spazio o identità in questo blog o in generale nei blog. Com’è giusto che sia 🙂
      “Cosa che secondo me la maggior parte dei critici/recensori ignora, arrivando così a fare una critica incompleta e quindi senza valore”
      Ripeto che personalmente non sono né critica né recensora. Divago sui libri. Scribacchio pensieri e cazzatine. Niente di più.
      Le mie critiche sono quelle di una lettrice random, e sono sempre incomplete. Sono per questo senza valore?
      Può essere, non dubito. Sicuramente sono opinabili. Ma le critiche incomplete non sono senza valore, semplicemente sono parziali, sono una fetta di una grossa torta: sta poi alla gente se apprezzare un assaggio o attendere, in eterno, che arrivi un dolce intonso e intero 🙂

  8. Le poche volte che ho provato a leggere libri inediti di autori emergenti non mi sono piaciuti.
    Non credo sia stato per la mia diffidenza – che c’era, non lo nego – ma li ho trovati di scarsa qualità sotto tutti i punti di vista. Sono più o meno allo stesso livello della robaccia che scrivo io, forse con un uso della lingua peggiore: ma io non mi sognerei mai di farla pubblicare.
    Il fatto è che molti vogliono improvvisarsi scrittori, alcuni addirittura giovanissimi, ma io credo che siano pochissimi – anche tra i libri editi – quelli che meritano davvero.

  9. L’autore italiano Francesco Carraro ha pubblicato il suo libro “Il Diario dell’Apocalisse – Cronache della fine” a puntate. Ovvero, lo ha scritto, come un vero e proprio diario sul suo sito http://www.diarioapocalisse.it e lo ha anche reso disponibile in formato ebook e cartaceo. Secondo me, da leggere. Stefano

Dimmene quattro! (o quante ne vuoi)

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