Terrificanti solitudini: L’età inquieta, di Anna Starobinec

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Bello trovarsi tra le mani un libricino particolare, una voce fresca. Bello scoprire un’autrice nuova, che SA scrivere e COME scrivere e COSA scrivere. Bello questo “L’età inquieta”, sì, una raccolta di “racconti del terrore” come ci avverte il sottotitolo.

Il terrore secondo Anna Starobinec, però, è un terrore che cita tra le righe classici del genere, ma che si rivela fondamentalmente in inquietudini dipinte nel quotidiano. Alcuni racconti sono orripilanti, altri a tratti disgustosi. La maggior parte essenzialmente malinconici, quadri di ineffabili (e terrificanti) solitudini.

C’è il primo racconto, il più lungo, in cui, facendo l’occhiolino a Kafka, Anna Starobinec ci racconta di un bambino che da un’otite sviluppa dentro di sé un formicaio. Sconvolgente, orrorifico, inquientante. Con uno sviluppo dal ritmo martellante che ti tiene incollato alle pagine col fiato sospeso e gli occhi spalancati.

Anche grazie alla scrittura – bella, limpida, personale – di questa giovanissima autrice russa. Di carattere. Mi piace.

… l’età critica certo spiegava molte cose.
Ma come spiegare quella strana, maniacale paura dell’aria fresca – d’inverno non permetteva che si arieggiasse l’appartamento – quella sua assoluta necessità di trovarsi sempre in ambienti chiusi e soffocanti? E come spiegare ciò che faceva…
mangiava
ciò che faceva con le mosche? Prima glielo aveva raccontato Vika, ma poi lo aveva visto personalmente cercare sul davanzale e dietro i termosifoni le mosche morte: le posava su un foglio di carta e se le
     mangiava
portava nella sua camera.
Si poteva spiegare tutto con l’età critica?

I racconti sono tutti diversi e si susseguono incalzanti nonostante la loro reciproca indipendenza. Il primo è forse il migliore, ma personalmente ho alcune preferenze:

– il quadro poetico ed emotivo di una donna che cerca di ricostruire (letteralmente)  il proprio uomo, sullo sfondo una Mosca deserta, post-apocalittica. Con finale a sorpresa.
– due quadri rapidissimi, pochissime pagine, e geniali che raccontano la follia. Quella di un bambino con l’ossessione maniacale per Le Regole. E quella di uomo che accudisce teneramente una massa in decomposizione.

Consigliatissimi!

(da evitare dopo i pasti ;))

L’età inquieta
ANNA STAROBINEC
cartaceo: 7 euro
ISBN edizioni
Collana Vinili
2012
Traduzione: Mario Alessandro Curletto
Formato: Brossura
ISBN: 9788876383403
256 pagine

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8 pensieri su “Terrificanti solitudini: L’età inquieta, di Anna Starobinec

    • Non è che sono Horror o simili, è che in alcuni punti sono proprio disgustosi <.< Senza che vi sia sangue né niente però. Considera che io non posso leggere romanzi che abbiano elementi di paura prima di andare a dormire, che altrimenti non dormo!, ma con questo non ho avuto problemi! 😛

  1. Questa recensione è così appassionata che fa venir voglia di leggere il libro. E poi hai scelto Matilde come header 🙂 vado a vedere cosa hai scritto sul Seggio Vacante

  2. In un primo momento avevo creduto che i racconti fossero orripilanti nel senso di “deludente” !
    Comunque sono curiosa di leggerli, mi piacciono storie di questo tipo…il bambino con un formicaio nell’orecchio, interessante 😛

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