Io prima di te, Jojo Moyes

Prima di un esame divento preda di fissazioni e impulsi irrefrenabili (oltre che di un tutone di pile grigio a salopette – e ho detto tutto… – una distesa di tazze da tè sulla scrivania, recupero della fu mania di mangiarsi le unghie, e due paia di occhiali. Il pettine? Quale pettine?). A gennaio mi sono fiondata sulla cioccolata in un modo talmente vergognoso che persino ora che “ne sono uscita” mi vergogno ad ammetterlo. A settembre una revisione notturna di tutti i film-miniserie-ecc. tratti dalle opere di Jane Austen mi era sembrata una bellissima idea.

Questo febbraio mi sono dovuta rassegnare a una fame di… romanzi d’amore. Ebbene sì. Mi rassicura solo pensiero di come, durante una sessione di un paio di anni fa, unicamente una dose giornaliera di Hell’s Kitchen e di insulti di Gordon Ramsey sembravano farmi divenire di umore sopportabile.

Comunque, tra le vittime della mia sete di storie a lieto fine senza troppi pensieri sono incorsa in una delusione dopo l’altra. Tra cliché e banalità e donne coi tacchi o chili di troppo e amplessi degni di vichinghi sotto viagra non sapevo se ridere o piangere.  E’ troppo chiedere una storia d’amore semplice, gradevole, con un po’ di personalità? A quanto pare sì.

cream

Poi mi imbatto in Io prima di te di Jojo Moyes. Che ha una trama che sprizza felicità da tutti i pori: Lui tetraplegico da due anni, ricco,  ex sportivissimo, amante della vita e delle donne. Lei ragazza neo-licenziata, umile, di pochissime prospettive, solare. Assunta per fare da accompagnatrice giornaliera a Lui. In realtà, scopriamo dopo qualche capitolo, per cercare di farlo uscire dalla depressione in cui vive e controllare che non si faccia del male.IO PRIMA DI TE

Avete presente Quasi amici? Ecco, la storia inizia su quella falsariga. Non l’avete presente? Ve lo consiglio.

Il tema della disabilità mi è personalmente caro, l’inizio mi sembrava interessante… perché no? mi sono detta. Per la copertina urénda chiudiamo un occhio, o anche due.

La prima parte di Io prima di te è la migliore. L’avvicinamento tra i due, il quadro complessivo delle problematiche e degli infiniti disagi di una paraplegia, la crescita di lei.  Non è male. Semplice, scorrevole, recisa in generale delle parti più scabrose e drammatiche della condizione di Lui, ma va bene così. Ben venga comunque un romanzo che parla di disabilità con tono sincero, perché di sicuro Io prima di te lo fa.

La seconda è la delusione. Temi come l’eutanasia, la violenza sessuale, l’amore, si aggiungono al pacchetto. Non voglio anticiparvi niente altro. Il problema fondamentale è che l’autrice cerca realismo e romanticismo e finzione tutti insieme. L’uomo ricco che salva la fanciulla come nelle migliori fiabe insieme a discussioni sulla vita. La lacrima trascinata insieme a un finale che sia lieto. E a un certo punto perde di credibilità, mancano nodi essenziali nello sviluppo dei personaggi, che a un certo punto agiscono come fantocci, sballonzolati tra esigenze di trama-target rosa e serietà. Rimangono infine lagnose retoriche da salotto televisivo. Esattamente ciò che avrei evitato come la peste.

Io lo so che riguardo al giudizio su questo libro sono una voce fuori dal coro (tutto il mondo è salotto televisivo…). Ma che vi devo dire, ho chiuso il romanzo per tornare a studiare sui libri che ero incazzata come una biscia!

Io prima di te
Jojo Moyes
MONDADORI
Omnibus 2013
Narrativa moderna e contemporanea
ISBN 9788804625360
396 pagine € 14,90
14,0 x 21,5 cm
Cartonato con sovraccoperta
In vendita dal 02 gennaio 2013
Traduttori: Maria Carla Dallavalle

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13 pensieri su “Io prima di te, Jojo Moyes

  1. è vero ..l ho letto tutto d un fiato fino a poco piu di metà ,non vedevo l ora di poter leggere incuriosita dalla storia tra i due…e poi la fine …mi ha reso molto triste !mi ha lasciato un magone incredibile 😦

  2. A me il libro è piaciuto moltissimo….anzi sono capitata qui proprio con la speranza di ricevere cosnigli su libri simili! ;p

  3. io l’ho trovato semplicemente meraviglioso e direi,a parte gli infiniti soldi di lui,anche molto realistico. capisco cosa intendi per chiacchere da salotto ma è pur vero che è un romanzo e non un trattato sull’eutanasia e/o disabilità.il loro tipo di relazione è molto reale e genuina.questo è il mio campo di lavoro e ho visto rapporti di questo tipo e gesti estremi anche per molto meno di una tetraplegia,che poi, se conosci qualcuno colpito,capisci che è veramente una condanna a morte quotidiana. emozionante, coinvolgente,lo consiglio sicuramente

    • Ciao Sonia, sono d’accordo praticamente con tutto quello che hai scritto, in realtà 🙂
      Il problema è che, secondo me, questo romanzo è stato scritto per scrivere di eutanasia, e mimetizzato da romance. L’intento è anche, di per sé, in qualche modo ammirevole. Però ci sono molti punti fallati in questo: sia il fatto che un romance non ha pretese di realismo e che inserire all’improvviso questa tematica risulta artificioso nei metodi narrativi, secondo me, e tendente al melodramma-strappalacrime, che non apprezzo. Le ultime pagine, poi, con le conseguenze per lei, le ho trovate poi piuttosto sgradevoli e forzate. Magari è una mia impressione, però così è.
      Il mio problema non è il finale, anzi! E’ che sembrava piazzato lì e per arrivarci l’autrice ha anche adottato qualche mezzuccio narrativo che lascia buchi nella trama.
      Anche il drammone degli episodi passati di violenza di lei mi è parso forzato, a essere sincera. La storia ha una base molto emozionante, ma non mi piacciono i calderoni, se capisci che intendo 😉

  4. Ecco, concordo sulla copertina urénda. Ora mia hai fatto scappare anche la (poca) voglia che avevo di leggerlo! Vabbé, mi consolerò con Limonov di Carrére, non male affatto per ora 😉

  5. io l’ho letto tutto in 1 giorno, l’ho adorato.. non sono d’accordo con voi, ma ognuno è libero di pensarla come vuole… io lo consiglio…

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