Realtà e scrittura: “Facciamo un gioco”, racconto erotico di Emmanuel Carrère

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Immaginate sia sabato, siate sul treno, abbiate comprato il quotidiano all’edicola. E’ estate ed è uno di quei giorni in cui il giornale pubblica un racconto in allegato, un piccolo regalo che in genere aspettate. Non ricordate bene, forse è proprio quel giorno sapete che il vostro compagno, uno scrittore, vedrà un suo racconto stampato sull’allegato letterario di Le Monde?

Aprite la pagina, e… eccolo lì. Nero su bianco. Reale.

Hai comprato “Le Monde” all’edicola della stazione, prima di salire sul treno. E’ oggi che esce il mio racconto, te l’ho ricordato stamattina al telefono aggiungendo che sarebbe stata un’ottima lettura per il viaggio. Mi hai risposto che tre ore ti sembravano un po’ troppe per un racconto, ti saresti portata anche un libro. Per non insospettirti ho ammesso che in effetti, sì, era una buona idea, ma adesso sono pronto a scommettere che, qualunque libro sia, tu non lo aprirai.

Facciamo un gioco è una sorta di lunga lettera erotica scritta da un uomo per la sua amante. A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico, scrive. Le chiede di accarezzarsi, di fermarsi lunghi minuti a pensare al proprio corpo, di mormorare sconcezze, sfilarsi la biancheria, pensare al sesso…

Seduzione, erotismo, nemmeno particolarmente coinvolgenti o sensazionali, nonostante con Facciamo un gioco mi ritrovi ancora una volta a scoprire come io preferisca l’erotismo scritto da uomini rispetto a quello scritto da donne (!). Aspettatevi il repertorio di “cazzo” e “fica” in diverse combinazioni, e disquisizioni su aromi e pelurie ascellari, rassegnatevi.

Insomma… Un uomo, una donna, la loro intimità in un racconto lungo un viaggio in treno.

Se non fosse che… l’uomo non è un uomo qualunque, e la donna non è senza volto: nel 2002 Emmanuel Carrère scrisse questo racconto per il supplemento culturare estivo di Le Monde e realmente organizzò tutto in modo che la sua compagna avrebbe col massimo delle probabilità letto quel racconto sul treno.

Più del racconto in sè per una volta è la storia reale del racconto a essere interessante e l’idea che vi è dietro a essa. (L’usage du “monde”, titolo originale, è emblematico.)

Idea che dapprima mi è sembrata un’intuizione fantastica: mi immagino lettrice di Le Monde a plaudire questo fantastico esperimento di commistione tra fiction e realtà. Poi però ci ho pensato, di nuovo, immaginandomi nei panni di quella donna – la descrizione dei suoi capezzoli, della loro intimità, del suo sesso – e ripensando alle mie scritture amorose, qualcosa che è di coppia, che appartiene a due e due soltanto. E all’improvviso il “facciamo un gioco” lo trovo crudele, una violazione non molto sottile.

[e qui mi torna in mente di nuovo La narrativa autobiografica, articolo di Franzen contenuto in Più lontano ancora e che riflette sul contenuto autobiografico dei romanzi e soprattutto su come esso si ripercuota sugli affetti di uno scrittore.]

Einaudi ha pubblicato questo racconto particolare in un libricino e vi ha inserito una breve postilla di Emmanuel Carrère che ci racconta, almeno in parte, come è andata a finire: le reazioni dei lettori e le conseguenze reali della decisione di fondere vita e scrittura.  Con la penna si possono controllare tante cose, ma tutte sulla carta…

 

Nota:
Successivamente Le Monde pubblicò una piccola nota di scusa per i lettori scandalizzati. Peccato!


Facciamo un gioco
Emmanuel Carrèr
2004
L’Arcipelago Einaudi
pp. 50
€ 8,50
ISBN 978880616785

[Che non è che questo è il giorno del sesso su lepaginestrappate, eh. Anche se potrei inaugurarlo, in fin dei conti tra le chiavi di ricerca segnalatemi da wordpress iniziano a comparire elementi interessanti che potrebbero far pensare questo sia un negozio di articoli “da letto”, più che un blog di divagazioni libriche. Però avevo pronti il post sulla lussuria e sull’ira per i racconti viziati; e le impressioni di lettura sul racconto erotico Facciamo un gioco e sul dramma adolescenziale Ragazzo da parete, che parla di suicidio, abuso, tragedie varie emotive e non. E’ lunedì. E di lunedì è già abbastanza dura. Meglio il sesso doppio che l’ira e il dramma…]

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