Le idi di marzo da vedere entro fine febbraio.

Io se ci credo sono pronto a tutto.
Ma devo credere nella causa.

“Le idi di marzo” (2011) è uno di quei film che li inizi e dici… ehi! Guarda che attore c’è! E poi interveniva mia mamma: “Ma c’è anche lei! Cavoli!” E io: “E lui!”

Per quanto per me fosse sufficiente già Ryan Gosling (mmm), nella ciurma possiamo annoverare pure George Clooney, che è anche regista, Evan Rachel Wood, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Philip Seymour Hoffman.

E scusate se è poco.

E quindi il “vediamocene una mezz’oretta, il tempo del tè delle cinque” è divenuto un “staccate i telefoni, qui non ci muoviamo fino ai titoli di coda!!!”.

“Le idi di marzo” ha la firma classica del film americano politico, civile, morale, che indaga i loschi affari dietro le quinte dei sorrisi e della patinatura mediatica, dei discorsi elettorali studiati in ogni sfumatura e dello spaccio dell’idealismo. Insomma, uno di quei film che ti lasciano di buonumore.

Stephen Myers, il protagonista (Ryan Gosling), è un giovane ruspante in carriera, geniale addetto stampa durante la campagna elettorale di un candidato (George Clooney) alle primare del partito democratico. E’ promettente, affascinante, pure allegro, a dirla tutta. Piace anche a chi non piace. Incarna il giovane moderno pieno di ideali e fiducia, che sposa una causa politica non per interesse ma per amore.

E poi, come sempre succede in questi film – e nella realtà? – si scontra con il compromesso degli ideali, coi lati perversi e complottistici della politica, con la spietatezza del sistema del potere. La perdita dell’innocenza, potremmo definirla.

Non anticipo altro, perché la poca componente di suspence regge comunque l’attenzione fino alla fine. Forse anche grazie al fatto che l’approccio morale del film alla politica non passa per noiosi discorsoni, né per intrighi di potere sensazionali. Ma attraverso gli individui e le loro singole scelte.

Piacevole film da domenica pomeriggio. Che racconta qualche amarezza che è decisamente pure troppo scontata per gli occhi degli italiani.

Ma magari, dopo aver digerito (male) di tutto durante primarie e ora campagne elettoriali, ricordare che l’etica civile è qualcosa cui deve rispondere non solo l’intera società, ma anche l’individuo con ogni sua singola scelta e compromesso non può farci male. Nemmeno se sono gli americani a sottolinearlo.

[E in ogni caso c’è Ryan Gosling].

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4 pensieri su “Le idi di marzo da vedere entro fine febbraio.

  1. A me non ha fatto impazzire questo film, ma sono molto d’accordo quando dici “Piacevole film da domenica pomeriggio. Che racconta qualche amarezza che è decisamente pure troppo scontata per gli occhi degli italiani”.
    Ciao!
    Alberto

    • Sì, non è un capolavoro… Molto fa la bravura degli attori, ma cavoli… tutto ciò su cui si basa lo scandalo per molti degli italiani non vale nemmeno menzione. Oppure vale sfoggio.
      Ciao e grazie del commento,
      Chiara

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