[Libri e cibo] Yorkshire pudding ai profumi del Natale, tante storie.

Pudding. Yorkshire Pudding.

Il solo nome evoca una storia, molte storie. Il ricordo di fantasie e film e ricordi inglesi. Mille racconti, storie, romanzi letti. Le feste.

Il pranzo della domenica inglese li prevede come contorno alla carne, delle specie di focaccine semplici e di ingredienti poveri: un piatto di origine contadina, ma gustoso, che si presta a infinte variazioni dolci o salate.

Come dimenticare l’inglesissima Miss Marple che indovina l’arma di un delitto negli zuccherini, avvelenati, che decorano il pudding? O, sempre Agatha Christie, che scrive Istantanea di un delitto?

“Il grasso è caldo! Che cosa ci farete cuocere?”
“Lo Yorkshire pudding.”
“Il buon vecchio Yorkshire pudding! Avremo a pranzo del vero roast beef inglese? Proprio il pranzo adatto a un funerale, secondo le tradizioni.”

O i pranzi raccontati nelle novelle e nei romanzi di Dickens, in cui classico e imperdibile era il pudding, accanto alla carne.

E vengono in mente i banchetti infiniti serviti a Hogwarts, in Harry Potter della Rowling. Immancabile lo Yorkshire Pudding accanto al roastbeaf.

O il pudding servito a cucchiaite nel racconto “I morti”, contenuto in Gente di Dublino dell’irlandese Joyce.

Siamo stranieri che osservano tradizioni consolidate come cemento, dalla storia interessante (qui un interessante articolo).

E ci sentiamo un po’ come l’americana Helene nel romanzo epistolare 84 Chering Croass Road quando Cecyl, impiegata in una libreria antiquaria di Londra, cerca di spiegarle che

Non so esattamente come descriverlo a una persona che non lo ha mai visto, ma un buon Yorkshire puddin gdeve gonfiarsi parecchio, deve diventare dorato e croccante,e quando lo si taglia si scopre che all’interno è tutto vuoto.

Allora sono contenta. Perché il mio pudding si è tutto gonfiato, che quando l’ho tirato dal forno la cima era una bulla sfrigolante. E poi, invece, scopri l’interno è quasi una spugna: tutta bucherellata, vuota, piena di spazi.

E’ un piatto la cui base è farina e latte. C’è giusto un uovo. E sfrigola nel forno in un poco di burro. Semplicissimo, poverissimo.

Per questo, quando LasTrega ha proposto di cucinare e inventare il nostro pudding mi sono subito incuriosita tanto: perché da una parte c’era l’idea di divertirsi in cucina, dall’altra c’era Miss Marple che pensava già agli zuccherini avvelenati, agli infiniti romanzi letti in cui c’era ‘sto benedetto Yorkshire Pudding. E io ogni volta leggevo, ma non sapevo realmente di che si parlasse, non l’avevo mai mangiato, nemmeno durante il mio viaggio a Londra.

E quindi poi mi sono messa lì, a fare i miei pudding. Pudding ai profumi del Natale, perché ci ho messo tante cose che me lo ricordano.

Ingredienti di base :
Una tazza di farina
Una tazza di latte
Un pizzico di zucchero
Un uovo
Vanno miscelati, a formare una bella pappetta uniforme.
Io ho aggiunto:
Una mela tagliata a fettine (io ho usato tre mele piccole asprigne)
Scorza d’arancia candita tagliata a cubetti e lasciata un po’ di minuti a riposo nel rum e poi scolata
Il succo di mezza arancia
Mandorle pelate e tritate (una manciatina piccola)
Un cucchiaino di miscela di spezie per dolci  (ho usato quella per il pan d’epices: cannella, zenzero, cardamomo, anice, chiodi di garofano)
Qualche prugna secca tagliata a pezzetti
Mescolare il tutto e versare negli stampini da muffin o analoghi, in cui avrò messo prima una nocina di burro perché in cottura i pudding friggano. Il tutto va in forno a 200°C per 25 minuti, senza mai aprire il forno. Et voilà!

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E qui si vota e si trovano altre ricette e idee 🙂

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10 pensieri su “[Libri e cibo] Yorkshire pudding ai profumi del Natale, tante storie.

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  3. C’è un famoso pudding al limone in un giallo di Dashiell Hammett ! Promesso, stasera voto per il tuo pudding ai profumi di natale e di letteratura anglosassona

    Alex

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