Schiuma del risveglio [poesia//bozze//vita//caffè//quotidianità]

Schiuma del risveglio

Sette e trentacinque –
suona la sveglia – fastidiosa insistente
acuta senza cura per il conforto del sonno.

Sette e trentacinque –
di nuovo sono profumi neutri
(sapone)
camicie bianche borse nere abiti scuri
intrecci di città in stoffa e asfalto.
Ordinaria indifferenza.

Giorni nuovi,
ma è tra le pieghe dei sogni
ancora
la ricerca di sorrisi e aspettative
felicità dal sapore conosciuto.
Presente che scivola inosservato, il desiderio
solamente si inspira
nei passanti sulla strada
negli sguardi alle vetrine alle gambe di donna scoperte
dure di freddo,
si intravedono per occhi estranei
i sogni –
una scuola due giocolieri un bacio dietro un cancello.

Il tempo è veloce e la mente assonnata,
permane a scavare nel passato sbiadito
(colorato dalla notte, distorto dall’alba)
artiglia antichi sentimenti
sepolti sotto i dolori
sospiri felici cercando.

Sette e trentacinque –
si affaccia l’insistenza del mondo
e di nuovo
vive
respira
pensa
spera
ama
recide nell’oggi i languori delle memorie –
sguardi del risveglio
che si specchiano interrogativi
in cerca di risposte
o solo speranze.

Otto e dieci –
la schiuma bianca del cappuccino
accoglie il primo sorriso del giorno.

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