Kit di sopravvivenza per regalare libri

book

No, non arrivo mica tardi, col mio post sui regali di Natale. Io non ci credo che tutti voi i regali li avete già fatti-approntati-impacchettati!
Chi regala un libro quasi sempre si riduce all’ultimo, è tipo un classico. (Ma anche chi non regala un libro, come testimonia la tradizionale uscita padre&figlia che faccio il 24 pomeriggio, alla ricerca di regali per mamma&altrafiglia/sorella. Sì, siamo casi disperati.) Perché insomma, mica scappano i libri, no?

Quindi ci ritrova nell’ultima settimana prima del Natale, in librerie depredate, a cercare un libro perché si voleva regalare proprioproprio quello, e invece proprioproprio quello non c’è più, è finito, e ti scanti. [Così mi è successo oggi con “Un segno invisibile e mio”, di Aimee Bender]

Qui ironizzavo sulle sventure di appassionati di libri eternamente destinati a ricevere libri terribili. Eppure non è mica difficile scegliere un libro da regalare. E’ adatto a ogni tasca, corrisponde qualsiasi budget, è il più versatile dei regali. Cosa c’è di più bello?

A parte l’ennesimo psicopupazzo di neve che si illumina e gira su se stesso, ovvio.

Un libro dice qualcosa di me, dice qualcosa di te, dice qualcosa di ciò che penso di te, contiene parole  che vorrei che tu leggessi.

Certo, nella confusione delle librerie sotto Natale di parole lette ce ne sono poche. Di parole urlate e folle che si aggirano con aria alternativamente confusa (Una libreria? Che ci faccio in una libreria?) o assatanata (ok, c’era Sonia. E Anna. E papà. E Milva. E Fulvia. Oh, cazzo, pure ai figli di Assuntina. E zia Peppina e Augusto e…. dove diamine è il carrello??!!), invece, ce ne sono a bizzeffe.

Ma per difendersi il kit di sopravvivenza è davvero essenziale. E tutto mentale. (alias costa niente. Che c’è la crisi!)

– Lottate con passione!

Ripescate dalla memoria libri del cuore per persone del cuore. Scrivete una dedica. Niente di troppo smielaccioso, però, che la glicemia nelle feste è già alta. (e in libreria, quando dite: “No, non lo impacchetti, ci penso io, che ci devo scrivere la dedica” non fate come me che mi sono dimenticata, fatevi coprire i prezzi, almeno!)

Evitare il fuoco nemico!

Altrimenti detto come sabato e domenica. No, davvero, mi rifiuto di far l’acciuga in vasetto mentre scelgo libri. Io ho bisogno di tempo, di fare una lista persona-libro e poi mettermi lì, scegliere, sfogliare, sovvertire. Fare un regalo deve essere un piacere, i regali per dovere li ho tagliati con la potatura della siepe. Il meglio è sacrificare una pausa pranzo, ma anche ritagliarsi un tardo, tardissimo pomeriggio.

– Addentrarsi corazzati.

La preparazione è tutto: esiste internet, ebbene sì, per un motivo! No, non è permettere a gente come me di sproloquiare più di quanto dovrebbe essere loro consentito, né confrontare le 4687168390 sfumature del grigio perla di non so manco quale marca di smalto. No, è per abusare di google secondo ogni perversione librica immaginabile. Esistono blog tipo il mio che consigliano libri. Esiste il mitico Finzioni. Esiste anobii. Fate andare quelle dita sulle tastiere! Vi viene in mente un titolo, ma ommioddiomagarifaschifo? Cercate di capire che ne pensa la gente che l’ha letto, o di che si tratta.

– Fate la finta, lo slalom, deviate la traiettoria.

Un libro si rivela già dalla confezione e, spesso, è un regalo abbastanza atteso. Un pizzico di sorpresa sotto l’albero confonde l’avvers- ehm, il destinatario del ragalo (sempre che non sia già confuso dall’entità alcolica del pranzo di Natale…). Io potrei regalare Espiazione a tutti e sarei felicissima, ma se sono anni che lo consiglio a tutto il mondo dotato di udito metà del regalo l’ho fatto negli anni. Poi finirebbero per rinchiudermi per Ossessione Compulsiva Verso Romanzo.

– Mimetizzatevi.

Ma quanto sono orribili i pacchetti della maggior parte delle librerie? Penso alla busta stile sacco-che-due-volte-su-tre-non-sta-chiuso di Feltrinelli, ad esempio. Che grida col megafono “Ehi! Ti ho regalato un libro, sai?” Un bella carta regalo, o una semplice carta da pacco decorata da un nastro, magari con qualcosa di scritto in pennarello nero. Ok, io mi diverto spesso con queste cose, ma giuro che persino le mani più incapaci possono essere in grado di impacchettare un libro.

– Non abbiate paura di sporcarvi le mani.

Mia sorella, che non ama particolarmente leggere, dice che “leggo libri pesi e pallosi quasi sempre”. Però quando ha bisogno di un consiglio per un libro viene da me, perché sa che non le consiglierò “Guerra e pace”, ma qualcosa che ipotizzo potrà piacerle. Ultimamente le ho regalato qualcosa della Kinsella. Quest’estate la serie di Hunger Games. Le ho fatto conoscere i romanzi di Jane Austen, delle Bronte, e li ha adorati. “Il giovane Holden” è risultato essere il suo romanzo preferito, perché è un capolavoro, ma si legge da dio. Sono dell’idea che esistano libri per tutti e che la lettura sia di tutti, senza arroccamenti elitari e snob:  magari, per tutta una serie di motivi, regalare alla suocera “Cinquanta sfumatura di grigio” è qualcosa da evitare, ma andare incontro ai gusti del destinatario del regalo – anche se differenti dai propri – è essenziale.

– Dipingetevi il corpo e fate riti tribali che vi daranno la forza necessaria! (Alias: l’aspetto è tutto!)

Io le mode non le capisco e chi vede come mi vesto ne sa qualcosa. Quindi ancora devo capire – qualcuno me lo può spiegare? – il fascino di comprare un libro e avere Penelope Cruz in copertina che ti fa l’occhietto. O Keira Knigthley che ti ricorda quanti film è riuscita a rovinare. O tutta quella serie di fanciulli e fanciulline che han dato volto ai film tratti dai libri. QUESTE sono copertine tamarre, e dato che io sono una brutta persona che bada all’apparenza i libri li scelgo un sacco anche per la copertina e l’edizione, li evito che mi fan passare la voglia di aprirli. Ma ho  pure ultime riedizioni di vecchi classici tutti rilegati bellibelli, che sembrano pure dei regaloni, vergati in un finissimo (…) color oro, con il testo stampato in verde, così ci si può pure aggiungere il ticket per la visita dall’oculista, al posto del segnalibro. Regalare un bel libro significa regalare un libro bello.

– Chiamate il deus ex machina se ve la vedete brutta!

Vabbe’, se proprio è una cosa troppo complessa, potete sempre ripiegare su uno psicopupazzo di Natale con le luci colorate che si illumina-gira-e magari pure canta. Io ce l’ho!

Annunci

5 pensieri su “Kit di sopravvivenza per regalare libri

  1. Pingback: Libri sotto l’albero (io non ce l’ho, li metto sotto il vischio!) « lepaginestrappate

  2. Pingback: Per un Natale libresco. « Seme di salute

  3. Pingback: Che libro penso per te (giochino di intrecci libreschi) | lepaginestrappate

Dimmene quattro! (o quante ne vuoi)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...