La serie di “Appunti di un giovane medico” di Bulgakov. Meglio uno spinoff di Harry Potter

E’ la prima metà del ‘900, e Bulgakov dimostra che un giovane medico – diciamolo, pure piuttosto imbranato – può essere un magnifico scrittore.

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E’ il 2012, l’era della clonazione e manipolazione genetica, e cercate di mescolare l’ironia britannica con dei racconti sulla Russia rurale di inizio secolo (scorso) e scoprirete che anche la scienza ha i propri limiti.

Ma partiamo dal principio. No, non dalla pecora Dolly. Dal 1916, quando Bulgakov si laurea in medicina. Sì, Bulgakov lo scrittore – Bulgakov che ha scritto “Il Maestro e Margherita”, che è, insieme a “Cent’anni di solitudine”, il mio romanzo preferito in assoluto (che ovvio, magari la cosa a voi non dice niente, ma a me qualcosa l’ha detto) – era un medico. Mica per tanto tempo, qualche anno dopo già appendeva il camice per sempre.

Ma prima la sua gavetta se l’è fatta: inizialmente in un campo militare, poi, con soli pochi mesi di esperienza sulle spalle, viene spedito nella campagna più fredda e sperduta, a gestire un ospedale locale. (No, ospedale è una parola grossa. Diciamo una pseudomacelleria per umani, mmm?)

Il poveraccio passa da Mosca alla realtà più desolante e ignorante che possa immaginare, tanto abbandonata che è raggiunta soltanto da echi flebili – accolti con disinteresse – della rivoluzione che in quel momento sta sconvolgendo il Paese.

Condizioni igieniche terribili, un freddo che solo a leggere sentivo il bisogno di qualche altro maglione (e l’ho letto in agosto), casi disperati, immensamente umani, spesso angoscianti. Bulgakov affronta tutto questo armato solo di una laurea che gli sembra più nozionistica che mai.

Le esperienze di quegli anni confluiscono nei suoi primi racconti: resoconti di casi e narrazioni di pensieri ancora acerbi, dalla scrittura spesso insicura. Riflessioni sul proprio compito come uomo e medico. Ritratti di una realtà lontana.

Sono imperfetti e io li ho amati. Perché ricordano che “ci vuole un cuore umano per curare le malattie”, come titola la pagina di Galimberti su la Repubblica Delle Donne di un paio di sabati fa.

Per questo, quando ho saputo dell’arrivo di questa serie televisiva dedicata proprio agli “Appunti di un giovane medico” sono stata e curiosa e contenta.
Si prestano abbastanza. Sono brevi, per cui ogni episodio (credo che la serie ne preveda quattro) può sviluppare fedelmente e accuratamente ogni singolo caso. Sono spesso dimenticati, e farli conoscere è una cosa senza dubbio positiva.

Poi ho visto il pilot, uscito il 6 dicembre.

23 minuti di recita parrocchiale.

Cioè. Parliamone.

Han preso i racconti di Bulgakov e han tentato di farne… una commedia?

Comprensiva di scenettine, macchiette, banali gag, ironia che c’entra come il mango nella neve russa. Cinque personaggi in croce che si girano intorno impacciati come se fossero interrogati dalla maestra di matematica.

La realtà descritta da Bulgakov – pressoché angosciante – è qui una frazioncina adorabile abitata da qualche personaggio particolare e bruttino. L’ideale per le vacanze di quest’anno al posto che Cortina.

Daniel Radcliffe ci mette la faccia e se prima era Harry Potter ora è Michail e la differenza consiste in maggiori smorfie. Perché la cucina russa è difficile da digerire?

O forse, come me, aveva i neuroni in corto circuito… perché non capiva come John Humm (qui sotto nella foto accanto a lui) potesse interpretare la sua versione più adulta. E alta. E figa.
Che ancora non esiste, ovvio, eppure si materializza accanto a lui, gli dà consigli, gli parla.  Sì, tipo un fantasma. O tipo come se avesse le traveggole.

Vabbe’, s’era capito che un film senza fantasmi o voci che sente solo lui Daniel Radcliffe non poteva farlo.

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9 pensieri su “La serie di “Appunti di un giovane medico” di Bulgakov. Meglio uno spinoff di Harry Potter

  1. Solitamente mi piace molto quello che scrivi. Ma stavolta no. 🙂
    Ho amato questa serie tv, di sole 4 puntate.
    E avendola vista in contemporanea con la lettura di Il Maestro e Margherita non ho visto questo grande divario tra l’ironia inglese e quella di Bulgakov.
    Poi sono una grande ignorante, e non ho mai letto gli Appunti di un giovane medico (sono in lista però).
    Ma Radcliffe era molto in parte, forse un ruolo veramente suo, in cui si vede la sua crescita (ma di strada ne ha da fare), e Jon Hamm si conferma un grande attore per riuscire a diventare un prolungamento e allo stesso tempo un personaggio indipendente da Radcliffe.
    Per l’aria visionaria… a me non è dispiaciuta, ma sono una lettrice di fantasy e amo le storie bislacche. 🙂

    • Non ho mai preteso di avere la verità in tasca – anzi! ;D – e quindi ben vengano e magari opinioni discordanti!
      L’ironia di Bulgakov in Il Maestro e Margherita è INNEGABILE (e a dir poco fantastica). Io personalmente la trovo estremamente diversa dall’ironia inglese, che è peculiarissima, però ironia è, certo 🙂 E c’è, anche se è acerba, in Appunti di un giovane medico libro.
      Non so come sia vederlo senza avere presente il romanzo, ma le differenze su alcuni elementi portanti stridono stile unghie sulla lavagna, e personalmente sono un’appassionata di trasposizioni cinematografiche, e non ho mai l’ingenuità o la pretesa di aspettarmi una fedeltà pedissequa. (Un esempio sempre di serie televise riuscite è “Sherlock” della BBC, giusto per citarne una, in cui vi sono forti differenze dall’originali, ma intelligentissime e sensate).
      Il problema qui, è che “Appunti” è innanzitutto il resoconto di una realtà drammatica e umana, in cui il protagonista si trova sconvolto davanti a una realtà che supera la miseria e l’ignoranza. L’ironia è spesso amara. Lo sconforto è continuo. La prova dell’uomo è in ogni pensiero.
      Non so come qui siano state sviluppate alcune cose (estremamente drammatiche) perché mi sono fermata alla prima puntata, ma… la sensazione di trovarsi di fronte a una commediola teatrale in cui faccette e macchiette la fanno da padrona è stata forte e troppo “estranea” al senso del libro perché potessi trovarla sensata nella sua differenza dall’originale. A me non è piaciuto particolarmente per queste motivazioni, perché mi sembra ci si sia persi una moltituidine di elementi interessantissimi e si sia messo l’accento su roba che c’entra poco. L’ironia di Bulgakov in Il Maestro e Margherita vira al surreale, quella in Appunti sarebbe una via verso il “rido per non piangere”… nel telefilm o visto gag, e il surreale soprattutto nell’idea che Radcliffe possa divenire Humm. Insomma, forse c’è speranza pure per me, invecchiando, di divenire Natalie Portman! 😉
      ti ringrazio tantissimo per il prezioso parere 🙂

      • La prima puntata è decisamente più macchiettizzata. Poi è anche il caso che con 4 puntate programmate hanno dovuto “zippare” tutto e rendere alcune cose necessariamente diverse.
        Non voglio difendere a tutti i costi questa serie, probabilmente dopo aver letto gli Appunti, rifarò le stesse tue critiche, ma già dalla seconda puntata, le risate sono decisamente amare, in alcuni momenti la tristezza per una situazione così squallida, e per gli avvenimenti legati ad essa, è troppo più grande rispetto alla battuta o alla gag.

        Per il resto, io da grande voglio essere Scarlett Johansson (anche se abbiamo la stessa età) 😀

  2. Mi sento di dare ragione a Achiara sulla miniserie, però anche io non ho ancora letto l’opera di BUlgakov. Ho trovato la news su un forum di Harry Potter e sono andata a vedermi il primo episodio su Cubovision. L’ho trovato molto piacevole, anche nella recitazione, e seguirò tutta la miniserie ora che è disponibile. Poi andrò subito a leggere gli Appunti e tornerò per dirvi il mio parere sulla trasposizione 😀

  3. Ho seguito il primo episodio sotto consiglio di mia cugina che vive a Londra. Gli altri li ho “bevuti” in un attimo, davvero piacevoli. Da premettere che non sono un fan di Radcliffe, né di HP. Anzi, non l’ho mai visto 😛
    Però ammetto che è un attore interessante

Dimmene quattro! (o quante ne vuoi)

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