Immagini strappate (Alexander. E Fanny?)

 da Fanny e Alexander regia di Ingmar Bergman (Svezia, 1982) – fiaba (e un sogno e un incubo) scandinava dai colori e linguaggi di un tipo di Europa distante da noi. Il mio film preferito. Ho voglia di rivederlo.

Ismael: Forse siamo la stessa persona e tra noi non ci sono confini. Forse passiamo uno nell’altro e mirabilmente scorriamo all’infinito l’uno attraverso l’altro. Ti porti dentro pensieri terribili. È quasi penoso starti vicino. E al tempo stesso attraente. Sai perché?
Alexander
: Non so se voglio saperlo.
Ismael
: Avrai sentito dell’usanza di formare l’immagine di qualcuno che si odia per trafiggerla con gli spilli? È un metodo quanto mai rozzo se si pensa alla rapidità con la quale possono agire i pensieri cattivi. Sei proprio uno strano ragazzo, Alexander. Non vuoi parlare di quello a cui stai continuamente pensando. Porti in te la morte di un uomo.

*

«Tutto può accadere, tutto è possibile e verosimile. Il tempo e lo spazio non esistono. Su una base insignificante di realtà l’immaginazione fila e tesse nuovi disegni.»

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